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Jun. 19th, 2009

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prova il test, com'è il tuo cervello ?


TEST

Sei normale?

Hanno scoperto un difetto standard del nostro cervello!

Questi test sono geniali, falli senza usare carta, non c'è bisogno di
scrivere o annotare niente, segui solo le istruzioni che via via
vengono date!

1. TEST

È stato scoperto che il nostro cervello ha un BUG. Segue un piccolo
esercizio di calcolo mentale!!! Questo calcolo deve essere fatto
MENTALMENTE e RAPIDAMENTE, senza usare calcolatrice o carta e penna!

Sii onesto ... fai i calcoli mentalmente ...

Hai 1000, aggiungi 40.

Aggiungi ancora 1000.

Aggiungi 30 e di nuovo 1000

Aggiungi 20.

Aggiungi ancora 1000 e poi 10.

Qual'è il totale?

La risposta sta più in basso




Il tuo risultato È 5000



La risposta esatta è 4100!!!!!!!!!!



Se non ci credi ripeti i calcoli con la calcolatrice!



Ciò che accade è che la sequenza decimale confonde il nostro cervello,
che salta naturalmente al decimale più alto (centinaia anziché decine)

2. TEST:

Rapido e impressionante:

Conta quante lettere "F" ci sono nel testo seguente senza usare il
mouse.

FINISHED FILES ARE THE RE- SULT OF YEARS OF SCIENTIF- IC STUDY
COMBINED WITH
THE EXPERIENCE OF YEARS


Hai contato?

Leggi di sotto solo dopo aver contato le "F". OK?

Quante sono???

3???

Forse 4???



Sbagliato! Sono 6!!!



Torna sopra e leggi ancora una volta!

La spiegazione sta di seguito:

il cervello non riesce a processare la parola "OF".

Da matti, no?

Chi conta tutte le "F" la prima volta è un GENIO!

3 è normale, 4 è raro, 5 ancora più raro, 6 quasi nessuno!

3. TEST:

Sono diverso? Fai il test!

Qualche volta vi siete già chiesti se siamo proprio diversi o se
pensiamo la
stessa cosa?

Fai questo esercizio di riflessione e troverai la risposta!

Segui le istruzioni e rispondi alle domande, una per volta,
MENTALMENTE e
il
più rapidamente possibile, ma non andare avanti senza aver

risposto alla precedente. E sorprenditi con la risposta!!!

Adesso rispondi, una per volta:



Quanto fa:

15+6

3+56

89+2

12+53

75+26

25+52

63+32

Si, i calcoli mentali sono difficili, ma adessso viene il vero ..

Sii persistente e prosegui.

123+5

RAPIDO! PENSA AD UN ATTREZZO E AD UN COLORE!

E prosegui... Ancora un pò...

Un pò di più...

Hai pensato ad un martello rosso, non è vero?

Se no, fai parte del 2% della popolazione che è sufficientemente
differente per pensare ad altre cose.

Il 98% della popolazione risponde "martello rosso" quando sta
risolvendo questo esercizio.
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Jun. 18th, 2009

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quanto è creativo il tuo cervello ?


73%

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prova anche tu il TEST
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ce la fai a leggere?


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anche tu non dormi mai ?


(ANSA) - ROMA, 9 GIU - Una causa dell'insonnia potrebbe essere il cervello troppo attivo, per disfunzione neurochimica, rivela uno studio.Negli individui che ne soffrono il principale neurotrasmettitore inibitore dei neuroni, l'acido gamma-aminobutirrico, e' ridotto di quasi il 30%. Condotto da John Winkelman del Brigham and Women's Hospital, presso la Harvard Medical School di Boston, lo studio potrebbe svelare una causa dell'insonnia primaria, quella non riconducibile a nessuna chiara causa.

Jun. 17th, 2009

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quanto sogni?


(ANSA)-ROMA, 8 GIU -I sogni sono propulsori di creativita' e del pensiero creativo che porta a risolvere i problemi,secondo uno studio dell'Universita' di San Diego. E' infatti durante la fase REM del sonno, quella in cui si sogna appunto, che il nostro cervello massimizza le sue capacita' di elaborazione creativa. E' la fase che aiuta a raggiungere soluzioni a problemi che richiedono l'associazione di idee, concetti e parole tra loro scollegate e che necessitano la creazione di collegamenti tra informazioni.
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di che umore sei ?


(ANSA) - ROMA, 8 GIU - Uno studio canadese ha dimostrato che il buono e cattivo umore cambiano il modo di captare le visioni da parte del cervello. La ricerca mostra che quando si e' di buon umore la corteccia visuale capta piu' informazioni, mentre il cattivo umore porta a una visione piu' limitata. Dunque guardare il mondo attraverso 'lenti rosa' aiuta a vederlo meglio non e' una metafora ma un fatto reale o meglio biologico.
via ansa

Jun. 16th, 2009

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hai mai avuto un déjà vu ?


Quando il cervello va in tilt
[...] Discorsi che si inceppano, parole che non vengono in mente e fastidiosi déjà vu: si tratta di piccole anomalie nel funzionamento del cervello capitate più o meno a tutti e che recentemente sono state spiegate da due ricerche condotte negli Stati Uniti. La dottoressa Jennie Pyers, psicologa al Wellesley College nel Massachusetts, spiega che i lapsus linguistici sono molto più frequenti nelle persone bilingue che nei monolingue: chi parla due idiomi conosce il doppio delle parole rispetto agli altri e quindi ha il doppio di possibilità di non ricordare un termine specifico durante un discorso. [...] Anche i déjà vu sono riconducibili a problemi di attenzione.[...]
leggi articolo completo su focus
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ti piacciono le belle donne ?


(ANSA) - BERLINO, 12 GIU - Una ricercatrice olandese ha scoperto perche' le belle donne riescono a ottenere dagli uomini tutto cio' che vogliono.Ha inoltre scoperto perche', all'universita', i ragazzi hanno voti piu' bassi delle coetanee: di fronte alla bellezza femminile, il cervello maschile va in tilt, i neuroni connettono a fatica e scende la capacita' di pensare. Quello che finora era un luogo comune e' stato quindi dimostrato scientificamente da Johan Karremans, dell'Universita' di Nijmegen.
via ansa
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hai abbastanza vitamina D ?


Il segreto per un cervello in salute è nella Vitamina D
[...]  ricercatori dell’Università di Manchester hanno pubblicato sulla rivista "Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry", i risultati di uno studio condotto su oltre 3.000 europei tra i 40 e i 79 anni. Lo studio prevedeva di valutare le performance cognitive dei partecipanti e ha evidenziato che le persone con bassi livelli di vitamina D nell’organismo rendevano meno ai test di abilità mentale. Al contrario di chi aveva alti livelli di vitamina.
Insomma, se da un lato esporsi incautamente ai raggi solari può causare tumori della pelle o melanoma, è anche vero che i raggi solari promuovono la sintesi di questa preziosa vitamina. L’ideale è prendere il sole con le dovute precauzioni e poi magari integrare la dieta con alimenti che contengono la vitamina D come l’olio di pesce. [...]
leggi l'articolo completo su la stampa
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com'era il cervello dei dinosauri?


La testa dei dinosauri era più piena d’aria che…di cervello!
[...] Che il cervello dei dinosauri fosse particolarmente piccolo rispetto alle loro dimensioni complessive, i paleontologi già lo sapevano ma che avessero la testa letteralmente piena d’aria, è stata una vera sorpresa. Grazie alla moderna tecnologia della tomografia computerizzata i ricercatori sono riusciti a ottenere dettagliate immagini in 3D dei crani di alcuni dinosauri che hanno mostrato chiaramente qualcosa mai visto prima: la struttura dei condotti d’aria presenti al loro interno. Gli studiosi americani, infatti, hanno esaminato i crani di due dinosauri predatori e due dinosauri erbivori e li hanno confrontati con quelli dei loro diretti discendenti: gli attuali coccodrilli e struzzi. Da questo confronto è emersa la presenza di grandi cavità sinusali, per intenderci le stesse che per noi umani sono spesso fonte di dolorose emicranie. I ricercatori non si sono pronunciati sul fatto se i dinosauri, effettivamente, soffrissero o meno di sinusite, ma hanno formulato alcune interessanti ipotesi sulle loro probabili funzioni.
Secondo queste ipotesi le grosse cavità presenti nella testa dei predatori permettevano di sviluppare una maggiore muscolatura e di alleggerire fino al 18% il peso del cranio. [...]
leggi l'articolo completo su http://www.fondazioneidis.org/?p=14140
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vuoi diventare più intelligente?


La musica potrebbe aumentare il quoziente intellettivo
[...]Si sa che la musica può avere effetti rivoluzionari sullo stato dell’umore e dunque sulla voglia di fare, e persino sulla fisio-patologia di chi la ascolta. Gli effetti della musicoterapia sono ben noti anche se ancora troppo poco presi sul serio. Chiunque sa bene che ascoltare un brano di musica di suo gusto lo rilassa, lo diverte, lo fa sentire bene, dà nuove energie e nuove voglie, fa vedere la vita con un pizzico di grinta in più. Un recentissimo studio ne parla in maniera scientifica (Clin Psychol Rev. 2009 Apr;29(3):193-207) confermando queste cose già note a tutti. Sedute di ascolto di musica dovrebbero esser previste per tutti i pazienti ricoverati negli ospedali, che invece spesso si aggirano per le corsie o magari fumano nelle scale, o sonnecchiano nei loro letti, nei pomeriggi solitari. La musica è una delle voci dell’universo e della sua naturale armonia; persino le mucche fanno più latte con la musica (vero o no, sono centinaia i siti internet che ne parlano); qualcuno dice che persino le viti facciano un vino migliore, se “ascoltano” buona musica. L’effetto della musica sul cervello degli animali superiori è ormai ampiamente dimostrato e studiato [...]
continua su agoramagazine

Feb. 27th, 2009

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hai una canzone preferita?



Cervello, un 'juke box' conserva i ricordi legati alla musica

Roma, 24 feb. (Adnkronos Salute) - Tutti abbiamo provato la piacevole sensazione di tornare indietro nel tempo ascoltando una vecchia canzone: il primo bacio, un viaggio con gli amici da adolescenti, il matrimonio. Ma cosa c'e' nella musica che e' in grado di evocare ricordi cosi' vividi? Mappando l'attivita' cerebrale di un gruppo di volontari a cui e' stato chiesto di ascoltare canzoni, i ricercatori dell'universita' di Davis, in California (Usa), hanno risposto alla domanda, scoperto che la regione del cervello dove viene conservata e richiamata la memoria del nostro passato serve anche da centro di raccolta della musica che ci e' familiare e delle emozioni che ci ha fatto vivere. Il 'juke box' che abbiamo in testa - descrivono gli studiosi su 'Cerebral Cortex' - e' collocato nell'area della corteccia prefrontale mediana, che e' anche una delle regioni che si deteriorano piu' lentamente: ecco perche' questa scoperta, assicura l'autore principale della ricerca, Petr Janata, potrebbe aiutare a spiegare perche' la musica e' in grado di stimolare profondamente anche i malati di Alzheimer. "Cio' che accade - evidenzia Janata - e' che sentendo una melodia ci vengono in mente luoghi, persone e persino odori. E ora e' piu' chiaro il collegamento fra queste esperienze: la musica e i ricordi sono immagazzinati nella stessa identica area cerebrale".

L'esperto aveva gia' documentato che la musica ha un potente effetto 'trainante' dei ricordi. Per approfondire il concetto ha arruolato 13 studenti universitari che si sono prestati all'esperimento passando un pomeriggio con le cuffie in testa, ascoltando 30 diverse canzoni appositamente scelte fra le 100 melodie piu' famose nel periodo in cui i ragazzi avevano fra gli otto e i 18 anni. Intanto, i loro cervelli venivano scansionati con la risonanza magnetica funzionale. Dopo ogni canzone, gli studenti hanno risposto a domande in cui si chiedeva loro di valutare la familiarieta' e la piacevolezza della musica che avevano ascoltato, con la possibilita' di descrivere ricordi precisi legati a un ritornello. L'analisi dei risultati ha rivelato che, in media, ogni giovane ha riconosciuto 17 delle 30 canzoni proposte e di queste, circa 13 erano da moderatamente a fortemente legate a un ricordo autobiografico. Inoltre, le melodie che venivano associate con i ricordi piu' importanti erano anche quelle che avevano suscitato le emozioni maggiori. Esaminando le risonanze, infine, Janata ha scoperto che la maggiore importanza attribuita ai ricordi corrispondeva all'aumento dell'attivita' della corteccia prefrontale mediana. "Cio' che stupisce - dice lo studioso - e' che la parte del cervello che riconosce e valuta la musica e' la stessa che suscita memorie autobiografiche basate proprio sulla musica. L'obiettivo futuro sara' quello di usare una sorta di musicoterapia per curare l'Alzheimer".

( via adnkronos  )
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sai concentrarti?



'interruttore del silenzio', spegne i rumori molesti

Roma, 27 feb. (Adnkronos Salute) - Scoperto nel cervello l'interruttore del silenzio. Spegne i rumori di sottofondo molesti o inutili, mentre siamo concentrati su qualcosa: ad esempio i sussurri dei compagni durante un compito in classe, o il rumore delle dita del vicino di scrivania che corrono sulla tastiera. A individuare questo sofisticato meccanismo sono i ricercatori americani diretti da Helen Barbas dell'Università di Boston, che in uno studio su 'Neuron' descrivono il funzionamento dell'interruttore. Spiegando che, in caso alterazioni, proprio questo meccanismo può contribuire alla schizofrenia.


"L'abilità di concentrarci sulle informazioni rilevanti, ignorando il rumore inutile, è importante per riuscire a eseguire i compiti quotidiani", sottolinea la Barbas. Insieme alla collega Maria Medalla, la ricercatrice ha esaminato i meccanismi sinaptici per la selezione e la soppressione di segnali coinvolti nella memoria di lavoro (quella che ci permette di ricordare per poco tempo un numero di telefono continuando a ripeterlo dopo averlo letto dall'elenco telefonico, prima di averlo composto). In particolare, le studiose si sono concentrate su sottili interazioni sinaptiche nelle aree cerebrali coinvolte nell'attenzione. "La corteccia prefrontale dorsolaterale e la corteccia cingolata anteriore sono due aree che concentrano l'attenzione sui segnali importanti e spengono il rumore durante i compiti cognitivi. Ma la loro comunicazione sinaptica e il ruolo nel controllo cognitivo erano poco note", spiega la Barbas.

Così le studiose hanno indagato più a fondo, scoprendo una sorta di filo dell'interruttore che collega due aree nella prima zona del cervello con una nella seconda, e consente appunto di fare attenzione agli stimoli rilevanti, annullando gli altri. Un larga fibra nervosa legata alla corteccia cingolata anteriore collega selettivamente i neuroni inibitori che aiutano a spegnere i 'fastidiosi' neuroni eccitatori vicini.

Insomma, è proprio la corteccia cingolata anteriore ad avere l'impatto maggiore nel ridurre il rumore. Questo meccanismo cerebrale è spesso alterato nella schizofrenia, patologia che è associata a una ridotta attività in quest'area del cervello. L'interruttore nella corteccia cingolata anteriore può aiutare a fare silenzio intorno a noi, stimolando i neuroni inibitori nella corteccia prefrontale dorsolaterale. "Un meccanismo che non funziona correttamente nella schizofrenia, con un'alterazione del delicato equilibrio tra eccitazione e inibizione dei neuroni chiave", conclude la Barbas.


( via adnkronos )
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quanto lavori?



Troppo lavoro danneggia il cervello
Roma, 25 feb - E’ ufficiale: lavorare troppo fa male alla salute. Uno studio finlandese durato 5 anni e pubblicato di recente sull’American Journal of Epidemiology ha dimostrato che, con il passare degli anni, chi lavora più di 55 ore settimanali è a rischio demenza. Proponendo lo stesso test alle stesse persone a 5 anni di distanza, è emerso che chi lavorava di più otteneva un punteggio peggiore nei test sul ragionamento e vocabolario.

( via notizie_curiose )

Feb. 18th, 2009

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i teenager hanno cervello per la guida?



Anche i teenager più responsabili si prendono dei rischi inaccettabili durante la guida per colpa dell’aggressività che li fa andare troppo veloci, della distrazione o delle cattive abitudini come scrivere sms o parlare al telefonino durante la guida. Solo una questione di cultura ed educazione? No, il problema è che il cervello degli adolescenti non è ancora abbastanza maturo per la guida, dichiarano illustri ricercatori alla rivista Brainlink.

Si stima che i teenager dai 16 ai 17 anni abbiano una probabilità tre volte superiore rispetto a quelli tra i 18 e i 19 anni di rimanere coinvolti in un incidente stradale, e che il picco di rischio corrisponda ai primi 30 giorni di patente o patentino, con una discesa del rischio di incidente lenta e costante da quel momento in poi.
 
“Sembra una banalità che man mano che aumenta l’esperienza diminuisca il rischio, ma la questione è più complessa di quanto non appaia”, spiega Laurence Steinberg della Temple University di Filadelfia. “Se infatti mettiamo a confronto neopatentati di 26 anni e di 16, i teenager hanno una tendenza all’incidente stradale drammaticamente superiore”.
 
A quanto pare, c’è una ragione fisiologica dietro all’incoscienza alla guida dei teenager. Spiega Jeffrey Weiss dell’University of Arizona College of Medicine: “La zona del cervello nota come corteccia pre-frontale, che è responsabile della pianificazione e della elaborazione delle decisioni, non è pienamente sviluppata nei teenager, e si sviluppa pienamente attorno ai 20 anni. In altre parole, il fatto che un teenager passi l’esame di guida per patente o patentino non vuol dire che il suo cervello sia pronto alla guida
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il cervello delle piante?



( via ANSA) - FIRENZE, 18 FEB - Sta negli apici delle radici il centro di comando delle piante: l'ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'universita' di Firenze. Lo studio - questa settimana on line sulla rivista Pnas - dimostra l'esistenza diffusa all'interno dell'apice delle radici di cellule capaci di emettere e recepire segnali elettrici, similmente a quanto accade con i neuroni per gli animali. Il risultato e' stato ottenuto utilizzando per la prima volta sulle piante una tecnologia tipica della neurobiologia.

Feb. 8th, 2009

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sei incosciente?



I giovanissimi sono incapaci di pensare al futuro e alle conseguenze delle loro azioni. Lo sostiene uno studio di psicologia.

Secondo la ricerca della Temple University, i comportamenti degli adolescenti sono guidati dal desiderio di provare 'emozioni nuove', e infatti l'area neurale che spinge a cercare nuove sensazioni e' molto attiva nel loro cervello. La scoperta, e' lungi dall'essere una giustificazione a comportamenti assurdi, ma ne spiega i meccanismi.
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quale colore preferisci?



I colori possono influire sul nostro cervello, il rosso aiuta a migliorare la concentrazione e la memoria mentre il blu stimola la fantasia e in generale la creatività. Questa è la conclusione di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of British Columbia (Vancouver, Canada). I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science (Febbraio 2009).
L'esperta spiega che questa non è la prima volta che si esamina l'effetto dei due colori, blu e rosso, sul cervello delle persone. Negli studi precedenti si erano esaminati gli effetti dei colore su singole azioni dando dei risultati discordanti, nel nuovo studio si è invece scoperto che i colori possono influenzare il nostro cervello in maniera diversa a seconda del compito.

Tutte le persone che hanno preso parte allo studio sono state sottoposte ad una serie di sei test cognitivi e di creatività. I test cognitivi sono test che permettono di valutare l'attenzione, la memoria, il linguaggio, l'intelligenza, etc.. Per realizzare il loro studio i ricercatori hanno sfruttato dei pc dove veniva variato il colore dello sfondo del monitor ogni volta che i volontari iniziavano una nuova prova.

Analizzando i dati raccolti si è notato che il rosso, rispetto al blu, migliorava del 32 per cento i risultati ottenuti nei test cognitivi. Al contrario, nei test creativi si ottenevano dei risultati migliori se lo sfondo era blu. Con il colore blu la creatività dei partecipanti era quasi raddoppiata. Secondo gli esperti le variazioni registrate nei risultati sono causate da differenti stimoli attivati in modo inconscio dal rosso e dal blu, a seconda della natura del compito, quindi, determinati colori potrebbero risultare più di aiuto.

Dec. 14th, 2008

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Cervello fossile?



Rinvenuto in Inghilterra, ha oltre duemila anni

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - E' stato rinvenuto in Inghilterra quello che potrebbe essere il cervello piu' antico risalente a oltre 2000 anni fa.Il cervello, trovato nei siti archeologici di Heslington East, si e' conservato per qualche rarissimo meccanismo di 'fossilizzazione', forse e' stato usato in un rituale religioso e questo avrebbe impedito ai tessuti interni di decomporsi. L'annuncio e' di archeologi dell'Universita' di York.

Dec. 12th, 2008

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Quanto zucchero mangi ?



Cervello: lo zucchero provoca dipendenza

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - Sintomi di astinenza e cambiamenti neurochimici del tutto simili a quelli causati da droghe d'abuso: questi gli effetti dello zucchero. A dimostralo Bart Hoebel del Princeton Neuroscience Institute. Gli esperti hanno somministrato soluzioni zuccherine a dei topolini notando, nel cervello, un aumento della dopamina. Col tempo la dipendenza verso l'alimento e' talmente aumentata che quando il cibo e' stato loro negato i topolini hanno manifestato dei veri e propri sintomi di astinenza.

© Ansa

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